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Una finestra sul Viet Tai Chi: 30 anni di tesi. #19 Aspetti interni ed esterni del combattimento

Il 2022 rappresenta un anno importante per il VTC, infatti celebriamo il 30° della asd VTC Italia e quindi del VTC nel nostro Paese. Trent’anni sono tanti e pochi per una disciplina che affonda le sue origini nei secoli di cultura e storia vietnamita. Per chi, come me, era presente 30 anni fa, sono proprio tanti: anni di pratica, studio, condivisione che ci hanno accompagnato e hanno modellato le nostre esistenze. Tanti saranno anche i modi di festeggiare questo compleanno. Il Centro Thien Mon li festeggia ricordando il contributo dei tantissimi istruttori che si sono diplomati e hanno presentato il loro lavoro di tesi scegliendo me come Relatore. Sono quasi un centinaio e alcuni di loro hanno presentato tutte le loro tesi insieme a me: percorsi di 15-20 anni condivisi nella teoria e nella pratica. Le loro tesi rappresentano un contributo sempre nuovo, interessante, originale; studio di ricerca oppure di sperimentazione; scelte tecniche o filosofiche; argomenti di ogni genere che mettono al centro lo studio e l’amore per il VTC. Alcuni praticano ancora oggi; altri hanno interrotto la pratica; ma solo interrotto perchè ritornare è sempre possibile e accade continuamente. Il Thien mon inizia a pubblicare estratti da queste tesi come ringraziamento a tutti per esserci ed esserci stati. Il loro lavoro non va perso, I buoni frutti della loro ricerca appartengono al Thien Mon e a tutto il VTC Italia.

Thai Cuc Kiem Gian Hoa
[Francesco Dainese] 2014

L’aspetto esterno della pratica marziale è, ovviamente, quello più appariscente e familiare; consiste nella posizione e nel movimento degli arti e del corpo, nella tecnica corretta, nella forza muscolare, nella velocità di esecuzione e così via. L’aspetto interno, più nascosto, non ha nulla di spettacolare, anche se può produrre risultati spettacolari. Esso riguarda fattori come la respirazione, il corretto equilibrio delle tensioni interne del corpo, lo sviluppo e l’utilizzazione dell’energia interna, nota in cinese con il termine ki, e, infine, l’atteggiamento mentale o la prontezza di spirito. Gli elementi interni sono difficili da comprendere senza un’esperienza personale e hanno bisogno di quelli esterni per manifestarsi; a loro volta, quelli esterni hanno bisogno di quelli interni per avere forza vitale. La forza vitale (Figura 9), diversamente da quella muscolare, che può facilmente essere allenata, ma è localizzata, e quindi non utilizzabile dal resto del corpo, è immagazzinata in modo centralizzato e può essere diretta dovunque sia necessaria. Essa integra il corpo in una sola unità coordinata e può accrescerne tutte le funzioni. Il suo libero fluire, infatti, è il fattore primario per conservare il corpo e la mente in buona salute e costituisce il cardine intorno a cui si sviluppa ogni intervento della medicina tradizionale cinese.

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